I cavalieri della laguna

Lunedì, 17 Marzo 2014

Un viaggio umano e poetico all'interno della comunità dei pescatori della laguna di Orbetello, per scoprire, attraverso le storie dei protagonisti, un nuovo modo di pescare centrato sulla sostenibilità e sui sistemi tradizionali. Il moderno, l’antico, la tradizione, la tecnologia, l’uomo, la natura, il duro lavoro, il sacrificio. Le necessità che hanno spinto questa comunità a reinventarsi imprenditori di se stessi, grazie alla capacità tramandata dai loro padri e dai loro nonni.

 

Scheda

Regia: Walter Bencini
Paese: Italia
Anno: 2012
Durata: 100 min
Attori: I pescatori della cooperativa della laguna di Orbetello

Trailer: 

Trama e Critica

Scrive l’autore: “Questi uomini con le loro barchette sono per me i veri eroi contemporanei, infatti possiamo pensare ai Cavalieri come ad una possibilità, un riscatto seppur fragile, che si offre ad ognuno di noi. In questa crisi economica senza precedenti, in cui il sistema industriale occidentale ha fallito in pieno, diventa fondamentale mettere in luce e promuovere dei modelli produttivi alternativi. La logica delle realtà locali come questa, in un mondo globalizzato fatto di cifre astronomiche, può sembrare insignificante, anacronistica, eppure secondo il mio punto di vista è l’unica via percorribile, se si vuole ritrovare un rapporto armonico con la nostra madre terra…”

“I cavalieri della laguna” è un documentario del regista, direttore della fotografia e produttore Walter Bencini recentemente presentato al Festival di Berlino nella sezione “Culinary Cinema”,dove ha riscontrato un bellissimo successo e molti apprezzamenti.
Walter vive nel Valdarno e lì collabora con la condotta SlowFood dove ha maturato l’idea di questo progetto: filmare la realtà, il lavoro, la quotidianità dei pescatori della Cooperativa di Orbetello che operano nella laguna. Il documentario è denso di tematiche, stimoli, sguardi, che ci fanno immergere completamente nel pensiero e nella vita di questa comunità di pescatori, non sempre facile, anzi a volte complicata e anche ricca di contraddizioni. Una comunità che cerca di portare avanti quel tipo di pesca naturale tramandata per generazioni, provando a resistere ai cambiamenti climatici, alla pesca d’allevamento, alle difficoltà di mercato e a quelle legate al ricambio generazionale. Non pochi problemi, dunque. Ma nel linguaggio di questi uomini in un certo senso eroici, ciò che traspare con forza è la passione per questo lavoro, l’attaccamento al proprio luogo e ai suoi prodotti, la gioia di un rapporto così intenso con la natura da non poterne fare a meno perché linfa vitale; e il regista è riuscito a rendere tutto questo sia con un tocco poetico sia con la resa di immagini e di una fotografia davvero belli. Si riesce a percepire, guardando il documentario, non solo l’idea forte della necessità di ri-valorizzare le piccole comunità di produzione con le loro tradizioni, per avere un cibo “buono, pulito e giusto” (come afferma il motto di SlowFood), ma sembra anche di percepire gli odori, la fatica, il freddo pungente dell’acqua la mattina presto.
Il regista confessa che inizialmente non è stato facile entrare in contatto con i pescatori, farsi accettare oltretutto con una telecamera che li filmava. Inoltre ha dovuto continuamente modificare le sue idee iniziali ed adattarle ai continui cambiamenti intercorsi. Le difficoltà della “materia umana”! Ma come lui stesso afferma una volta stabilito un contatto più profondo e una maggiore confidenza, il lavoro è stato intenso ed ha apportato un arricchimento interiore notevole. Nelle parole dei pescatori si riesce infatti a percepire questa confidenza stabilita, in certi momenti parlano di sé, della loro vita, li possiamo seguire nei loro spostamenti quotidiani, nei loro incontri e scambi goliardici, nelle sfide anche contro se stessi. I colori del luogo sono bellissimi, dall’alba all’imbrunire, dalle sfumature dell’acqua agli zampilli dei pesci dentro le reti. Un importante contributo quello de “I cavalieri della laguna”, per dare voce ad un modello produttivo alternativo, alle piccole realtà locali alle quali tornare, per ritrovare uno stile economico e di vita individuale e sociale che contrasti quello attuale del tutto fallimentare e anonimo, contro un’economia globale non più attenta alla qualità e alla condivisione sociale.

 

Walter Bencini è produttore e regista, ha realizzato documentari e magazine TV per i circuiti nazionali di Rai, Mediaset, e Sky; ad oggi ha all’attivo più di 40 documentari che spaziano dall'arte, alla storia, all'architettura, al paesaggio, al cibo e al sociale.

Note

ospite il regista Walter Bencini e una rappresentanza dei pescatori di orbetello