L’affido

Sala 1 in collaborazione con Artemisia Giornata contro la violenza sulle donne

Lunedì, 25 Novembre 2019

Dopo il divorzio da Antoine, Myriam cerca di ottenere l'affido esclusivo di Julien, il figlio undicenne. Il giudice assegnato al caso decide però per l'affido congiunto. Ostaggio di un padre geloso e irascibile, Julien vorrebbe proteggere la madre dalla violenza dell'ex coniuge. Ma l'ossessione di Antoine è pronta a trasformarsi in furia cieca.più grande...

 

Scheda

Regia: Xavier Legrand
drammatico
Francia 2017
Durata: 90'

Con: Denis Ménochet, Léa Drucker, Thomas Gioria, Mathilde Auneveux

Trailer

https://www.mymovies.it/film/2017/jusqua-la-garde/trailer/

 

Critica

L'affido affronta senza compiacenza l'abuso domestico e i comportamenti coercitivi esercitati da un padre (e un marito) per controllare emotivamente il nucleo familiare da cui è stato estromesso. Agito nella verde Borgogna, il film, mai apertamente violento, monta minuto dopo minuto attorno al corpo minuto di Julien e a quello patito della sua mamma, determinata a proteggere la sua famiglia e l'intimità negata. (mymovies)

"Le avvocatesse si impegnano a perorare le ragioni dei rispettivi clienti e noi ci facciamo l'idea che il discorso proseguirà in questo registro di dialettica delle parti, lasciando aperto il dubbio su chi mente. Invece, pur sul filo di una suspense ben controllata, il film si avvia sulla strada della mera cronaca dei fatti, inscenando un dramma di abuso domestico simile a quelli di cui leggiamo ogni giorno, senza sfumare o approfondire più di tanto quadro e personaggi." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 9 settembre 2017)

Generosamente insignito di due premi all'ultima Mostra di Venezia (Leone d'argento alla migliore regia e premio alla miglior opera prima), L'affido, esordio nel lungometraggio di Legrand, già vincitore di un Oscar per il miglior corto, ha come miglior pregio l'efficacia e la tenuta drammaturgica, anche se magari non le sfumature. Dopo lungo contendere, i due figli di una coppia (un'adolescente e un bambino) sono affidati ai due genitori congiuntamente. Ma di restare anche col padre non sono molto contenti, e presto scopriamo perché. Siamo dalle parti di un "film dossier" chiaro, esplicativo, ben interpretato (il corpulento Denis Ménochet riesce a trasmettere tutta la fragilità e la pericolosità di un maschio in crisi). All'inizio il punto di vista è spesso quello del bambino (identico al Cestié dei nostri film strappalacrime anni 70), poi i toni tendono al thriller, e, pur senza sorprendere, il regista mostra un professionismo impeccabile nel tenere la suspense. (La Repubblica)

Premi e festival

Leone d'argento, premio per la migliore regia, Leone del futuro premio Venezia opera prima "Luigi De Laurentiis" alla 74° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia 2017

 

 

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