The idol

Sala 1 Festa del tesseramento Ospite Roberto Ruta direttore del Meddle East Festival

Lunedì, 19 Dicembre 2016

Gaza, sinonimo di tanti conflitti, distruzione e disperazione, ma per Mohammed Assaf e sua sorella Nour, è la loro casa. La loro band è alla buona ma desidererebbero cantare all’Opera Hall del Cairo. Per raggiungerla, lungo la strada, incontrerà la tragedia e proverà la solitudine.

 

Scheda

Regia: Hany Abu Assad
Paese: USA
Anno: 2015
Durata: 100 min
Con: Qais Atallah, Hiba Atallah, Tawfeek Barhom, Ahmed Qassim

Trama

Muhammad Assaf ha il dono di una voce straordinaria e la sorella maggiore Nour lo sprona a credere in se stesso. Ma nella miseria di Gaza è difficile anche solo sognare di emergere. Quando Nour muore perché la famiglia di Assaf non dispone dei soldi necessari per le cure, Assaf piomba nella tristez- za più cupa. Dodici anni dopo, la prospettiva di partecipare ad Arab Idol e vincerlo diventa una ragione di vita.  

Critica

"Hany Abu-Assad è un grande regista. Ci vogliono talento, e tanto, e una sensibilità speciale per mostrare con l'evidenza della semplicità cosa significa vivere in un luogo senza orizzonte. Quali terremoti produce nella testa e sul corpo la frustrazione di non poter scegliere la propria vita, quanto sia perico- loso e devastante, come la ricerca di un antidoto può rendere deboli e furiosi, inebriati dai lavaggi del cervello più retrivi. E riuscirci con un cinema che rifiuta schematismi e semplificazioni ideologiche, vivo, commuovente, pieno di passione. (...) Abu-Assad non mostra il conflitto con Israele, le bombe, i soldati la radicalizzazione dei rapporti tra palestinesi stritolati tra le fazioni; tutto questo attraversa i vissuti dei suoi protagonisti e in esse diviene «reale», controcampo del quotidiano allo stato d'eccezione mediatico. E cartina emo- zionale della geopolitica, intima, profonda, in cui vengono registrati i cambia- menti e gli ostacoli di chi, come Mohammed, è giovane, vuole esistere, vorrebbe essere nel mondo. Abu-Assad come negli altri suoi film sceglie la commedia che mischia al melò, alla storia d'amore, al cinema «popolare»: si ride, si piange, ci si diverte, si fa il tifo. È come una canzone, e di vita ce ne è sempre tanta." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto')